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VITTIMA E CARNEFICE

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Una vittima è una persona che soffre per il comportamento di un’altra persona definita carnefice. Chiunque può diventare una vittima. Qualunque vittima può diventare carnefice e viceversa. Quello di vittima è un ruolo momentaneo, è una condizione che noi assumiamo in un singolo evento. Non si è vittima ma si FA la vittima. Si può smettere di fare la vittima in qualsiasi momento. In qualunque momento si può passare dalla condizione di vittima a quella di carnefice e viceversa. Il vero carnefice è sempre uno sconosciuto. Il carnefice che conosci è un falso carnefice. Il falso carnefice non è altro che te stesso. La vittima psicologica è sempre una vittima nevrotica. Se tu soffri per quello che fanno gli altri della loro vita, la colpa non è degli altri ma tua che ti crei aspettative fuori dalla realtà, cioè nevrotiche; e quindi sei una falsa vittima, sei soltanto vittima di te stesso.  La legge psicologica dice che nessuno può far soffrire nessuno. Ognuno ha diritto di fare quello che vuole della propria vita. E’ il senso di colpa della altrui sofferenza che dà corpo alla figura del carnefice. Se uno si sente in colpa automaticamente passa per carnefice anche davanti a se stesso. Chi crea negli altri un senso di colpa facendo vittima è un carnefice mascherato da vittima. Chiunque ti induce un senso di colpa lo fa soltanto per dominarti. La colpa c’è soltanto quando qualcuno compie un atto malvagio intenzionalmente. Per smettere di fare la vittima in un rapporto nevrotico bisogna rompere il rapporto. Nessuno può fare il carnefice se non c’è qualcuno disposto a fare la vittima. Ogni nostro accadimento è una conseguenza dei nostri atti. Niente avviene senza una causa. Il saper vivere, il saper navigare vuol dire che le persone intelligenti si adattano alla vita; i pazzi pretendono che la vita si adatti a loro. Non puoi stupirti e considerarti una vittima se incappi in un avido, in un disonesto o in un imbecille – sei solo vittima di te stesso, della tua ingenuità e della tua inesperienza, pensando che il mondo ce l’abbia con te. Cerchi di colmare la mancanza di amore e attenzione per te stesso con l’amore e l’attenzione per gli altri. Ma l’amore e la stima di se stessi e degli altri si guadagnano soltanto in un modo: crescendo, diventando adulti, imparando a procurarsi il cibo ed il tetto sopra la testa da soli, a difendersi dai pericoli da soli, a superare le difficoltà da soli, senza l’aiuto di nessuno, senza l’incoraggiamento di nessuno, senza il supporto di nessuno. Solo cosi ci si libera dall’angoscia della solitudine e dalla paura di vivere, dal sentirsi vittima e dal fare la vittima.