Archivi tag: regressione

LE MIE DOTI

DA NEPAL CON LE MIE CIOTOLE

 

ciotole-nepal 

 “Cerca di diventare non un uomo di successo ma piuttosto un uomo di valore.”  Albert Einstein

Ho un vestito lungo addosso, attorno a me vedo l’erba verde e delle montagne. Sono un uomo e vivo in Nepal. Al mattino prego. Poi raccolgo delle erbe, ho una borsa di pelle a tracolla e le metto lì.  Le annuso le erbe, ho la pelle ruvida sulle mani ma non sono sporche di terra. Incontro una donna, lei non mi guarda, ma si inchina, le prendo le mani, le tocco il cuore e lei va via. Continuo a salire più su, in montagna, scavo le radici, mi siedo. E’ il mio lavoro a raccogliere le erbe. Mi conoscono. Vedo delle capre, una viene da me e io la accarezzo, le tocco la barba. Mi alzo e scendo velocemente. Vedo il villaggio a forma rotonda con delle capanne, c’è il fuoco acceso e sento il profumo del fuoco. Entro in una capanna, vedo le ciotole di ferro, le lavo e schiaccio le erbe. C’è un odore strano misto di erbe, latte e terra. Faccio un impasto con del burro e formo delle palline. Arriva un uomo e si inginocchia. Io li prendo le mani. Lui sta male. Per terra c’è una pelle di capra e lui si sdraia sopra. Io grido – mi viene dalla pancia, lui rimane tranquillo e disteso e poi soffio il vento e muovo le mani, è bellissimo e prendo le ciotole e le batto con un mortaio molto forte, ho una sensazione bellissima, provo amore, faccio degli strani versi con la bocca, un sibilo. C’è un silenzio sacro ora. Respiro e creo un alone di luce che avvolge me e lui e rimaniamo così per un po’. L’uomo si alza, ci prendiamo le mani, mi fa vedere la sacca piena di latte, questo è il mio prezzo, ho bisogno del latte di capra. E’ arrivata una donna, le tendo la mano sinistra e lei entra nella capanna. Ha gli occhi malati. C’è poca acqua in questo posto, le pulisco gli occhi con il latte, le sfioro i capelli e la fronte. Ha i capelli scuri. Passo le mani su tutta la testa. La sto guarendo, lo faccio ancora per un po’, poi la faccio distendere e le appoggio le dita a lato della fronte e canto di gola. Lei ora sta bene, è rilassata e io sono felice. Lei si alza e mi dà delle cose – pane e legumi da mangiare e io sono contento. Ci salutiamo. Rimango da solo e mi sento solo. Sento l’amore forte quando capita quella cosa in quello spazio in cui mio cuore impazzisce. Invece ora sento solitudine. Le persone mi amano ma io mi sento solo.

E’ passato del tempo e io ho la barba bianca e lunga, c’è un cane con me, continuo a curare le persone. C’è molta luce in questa casa dove sto, per terra un tappeto. C’è una donna, siamo seduti a terra. E’ tornata la vita e io mi sento bene, provo amore, non abbiamo figli, faccio fatica a muovermi, le mie ciotole sono lucide, non raccolgo più le erbe. Suono le mie ciotole. Non potrei fare altro. Sono curvo. Adesso vado via. So che devo andare. Lei mi saluta. Cuore su cuore. Torno su. In montagna. Piano piano. Ho un bastone. Vado sulle mie montagne. Vado a morire. E’ il posto più bello per morire. Guardo di nuovo il cielo. Tutto è come sempre. Guardo le aquile che volano. Mi sdraio. Sento l’odore della terra. Sto lasciando il corpo. Lo vedo questo corpo. C’è tanto silenzio. All’improvviso mi sento confuso. Non so dove sono. Ho paura. Non vedo niente. Adesso vedo un tunnel. Finalmente vedo un’uscita. Vado lì. Verso la luce. Sono più leggero. Ora mi sento bene. Mi sto rilassando. Non c’è più niente eppure c’è la mia coscienza. Dio mio fai qualcosa di me! Mi fa male il cuore. Questa coscienza mi ricorda il dolore, le botte che ho preso.

NIENTE MUORE!

Sono cresciuto da solo. Conosco bene la terra. Ricevevo solo botte. Ho vissuto in mezzo agli animali. La terra è stata la mia amica. E poi le capre ed il Sole e le Montagne. Ho imparato tutto lì e così ho guadagnato l’amore ed il rispetto delle persone. Se non avessi provato tanto amore per la terra non sarei stato capace a curare le persone. Avevo odiato le persone tanto. Tantissimo! Ecco perché tanto dolore nel mio cuore. Ho odiato tanto quando ero bambino. Ho gridato, ho graffiato e soffiato e poi ho imparato a usare le cose per curare le persone. Perché sento questo dolore nel cuore ancora? Cosa ho sbagliato? Come faccio a non odiare? Devo tornare! Devo rinascere! Ho bisogno di dolcezza, leggerezza e di armonia. Ho bisogno di fare pace con gli uomini. Ho bisogno di avere fiducia. Ho bisogno di sapere che non sono solo.

Vedo un essere di luce e gli faccio queste domande:

Dimmi quale è la cosa che devo imparare? Lui mi risponde dicendo: Ama le persone come la terra, come l’acqua, come il vento, come le aquile. Non avere paura delle persone. Non avere paura! Non avere paura …

Dimmi cosa porto con me da questa vita? La guarigione, la comprensione e questo grande amore.

Dimmi cosa posso fare per superare questa prova? Avere fiducia nelle persone, fiducia e anche gioia e allegria, ama le persone come la terra, non come facevi prima, curavi le persone perché volevi essere amato, avevi paura delle persone. Impara a riconoscere le aquile nelle persone. Questo è il tuo compito:

non avere paura delle persone e non avere paura di usare questa forza!

 

OLTRE LA PORTA DEL TEMPO…

OLTRE LA PORTA DEL TEMPO…

 terra

                                   …LA VITA SULLA TERRA

 

LA VITA OLTRE L’ESPERIENZA UMANA

LA TERRA E’ IL PIANETA DOVE E’ POSSIBILE EVOLVERSI ATTRAVERSO LE EMOZIONI

GLI ANIMALI, LE PIANTE, LE ROCCE, L’ACQUA, L’ARIA VIVONO LA LORO STORIA RICCA DI AVVENIMENTI ED EMOZIONI SU QUESTO MAGNIFICO PIANETA!

E TU?  QUALE ELEMENTO TI ATTIRA DI PIU’? COSA SEI STATO?  UN CINGHIALE, UNA QUERCIA, UN USIGNOLO, UNA CASCATA D’ACQUA O UNA ROCCIA DI GRANITO?

VIENI A VIVERE QUESTA MERAVIGLIOSA ESPERIENZA DOVE SARAI TU L’ASSOLUTO PROTAGONISTA PER SCOPRIRE UNA PARTE DI TE CHE NON CONOSCEVI E PER APPRENDERE                   UNA LEZIONE PREZIOSA PER LA TUA VITA ATTUALE!

SABATO IL 28 MARZO 2015 ALLE ORE 17

L’ISTITUTO DI RICERCHE NATUROPATICHE,

 VIA DELLE BALENIERE 55, OSTIA

L’INCONTRO E’ RISERVATO A 2O PARTECIPANTI ISCRITTI REGOLARMENTE

 PER L’ANNO 2015 COME SOCI DELL’ISTITUTO

A CURA DI KATERINA KRATKA – ESPERTA DI REGRESSIONE ABREACTIVA PROFONDA E DI IPNOSI REGRESSIVA ALLE VITE PRECEDENTI METODO DOTT. BRIAN WEISS

PER APPUNTAMENTO TELEFONARE A

DR. MANUELA MARIANI 347-12 69 944   

DR.KATERINA KRATKA   340 – 78 55 850

OLTRE LA PORTA DEL TEMPO …

OLTRE LA PORTA DEL TEMPO …         

specchio

   … L’HO VEDUTO NELLO SPECCHIO

 

 la famosa  regressione  alle vite precedenti  di dr.  Brian Weiss

l’incontro  di gruppo in cui ti sentirai sostenuto e incoraggiato per poter aprire la tua porta del  tempo e dello spazio

l’esperienza meravigliosa in cui scopri di avere una memoria illimitata

andrai a rievocare gradualmente  tre  eventi piacevoli del tuo passato

diverrai anche tu consapevole della tua natura spirituale e immortale

scoprirai quanto è bello rilassarsi lasciandoti accompagnare dalle musiche suggestive

potrai sperimentare la tua prima regressione nel totale rispetto di te stesso e delle tue possibilità elaborative

portando con te lo spirito esplorativo e una buona dose di curiosità

potrai ottenere la risposta a un tuo quesito che ti consiglio di scrivere già adesso

 

sabato 24 ottobre 2015 ore 17.30

presso L’Istituto di Ricerche Naturopatiche, via delle Baleniere 55, Ostia

l’incontro è riservato a 20 partecipanti iscritti regolarmente per l’a.c. come soci dell’Istituto

a cura di Dr. Katerina Kratka – esperta di regressione abreactiva profonda

e di ipnosi regressiva alle vite precedenti metodo dott. Brian Weiss

si consiglia di munirsi di abiti comodi, un tappetino e un piccolo cuscino!

per appuntamento  telefonare a

Dr. Manuela Mariani 347 12 69 944

o Dr. Katerina Kratka 340 78 55 850

… IO E TE, DOVE CI SIAMO GIA’ INCONTRATI?

io-e-te

 

E’ tuo compagno, genitore, fratello, amico, figlio, collega o semplicemente uno che hai intravisto per strada e incrociando gli occhi ti sei chiesto: ma noi due, dove ci siamo già incontrati? Quella sensazione cosi famigliare come se vi conosceste da sempre…… Ecco! Sto parlando proprio di questo! Di quella sensazione inspiegabile che non puoi raccontare a nessuno. Eppure è cosi netta, forte, chiara! Entrando in un rilassamento guidato potrai ricomporre dei frammenti o addirittura delle storie complete delle esperienze fatte insieme. Potrai cosi vedere in diretta come ci inseguiamo vita dopo vita con l’unica spinta e necessità: quella di imparare ad amare! Ti renderai conto che ci vogliono molte esperienze per sviluppare la tolleranza, il rispetto e l’amore incondizionato. Ecco perché anche soltanto un’esperienza di ipnosi regressiva può contribuire a renderti più umile e umano nei confronti degli altri e i tuoi rapporti possono migliorare di molto.  Allora vieni a scoprirlo durante un incontro collettivo di ipnosi regressiva sabato 24 settembre alle ore 17.30 !

p.s. scegline una di persone che vuoi andare a cercare nel tuo passato anche se, e ti capisco e come, ce ne sarebbero molte di cui rapporto ti interessa ad approfondire.

INCONTRI INDIVIDUALI DI REGRESSIONE ALLE VITE PRECEDENTI

…OLTRE LA PORTA DEL TEMPO

    

porta

                                                              E DELLO   SPAZIO

metodo Dr.Brian Weiss

           

“Il ricordo che cura il presente”

 

  • l’esperienza meravigliosa in cui scopri di avere una memoria illimitata
  • l’incontro in cui ti sentirai sostenuto e incoraggiato per poter aprire la tua porta     personale del tempo e dello spazio
  • per te che vuoi conoscere il tuo passato e recuperarlo, seduta dopo seduta
  • per te, ricercatore spirituale, che vuoi contattare la propria anima e conoscere le sue più intime esigenze;
  • per te, persona curiosa, che hai vissuto un déjà vu e gli vuoi dare un significato;
  • per te, essere sensitivo, che hai il piacere di contattare gli esseri di luce
  • scopri di essere in grado di rievocare tutto quello che ti serve per ritrovare il benessere e la serenità
  • il tuo rilassamento profondo sarà accompagnato dalle musiche originali
  • sei tu il protagonista della tua seduta e io il tuo testimone
  • potrai guardare la propria vita dalla prospettiva del io superiore e rispondere alle proprie domande
  • la regressione può diventare una scorciatoia per l’introspezione e la comprensione del tuo piano di studi per imparare le lezioni di ogni vita ed evolvere
  • non andrai a correggere il tuo passato ma ad imparare da esso

 

Lascia che l’esperienza arrivi!

 

Dr. Katerina Kratka

340 78 55 850

Istituto Ianus

via Gaspara Stampa 60, Roma

Ricerche Naturopatiche

via delle Baleniere 55, Ostia

PERDITA DI UNA PERSONA CARA

 

lutto

 

  • se ne è andata per vecchiaia, malattia, incidente, omicidio, suicidio, aborto; divorzio tuo o dei tuoi genitori
  • sono passate settimane, mesi, anni e tu non ti dai pace
  • il dolore non si attenua, anzi
  • la tua mente viene sopraffatta dalle immagini di lei quando meno te lo aspetti
  • il pensiero si fissa su di lei
  • il senso di colpa di non aver fatto abbastanza per lei ti logora
  • ritornare nei luoghi dove siete stati insieme è impossibile
  • sei diventato emotivo e gli occhi si riempiono di lacrime molto facilmente
  • oppure provi la tristezza più triste quando non ti scendono nemmeno più le lacrime e dentro c’è solo vuoto come se il mondo fosse finito
  • perché maledizione? perché?
  • declini ogni possibile nuova relazione
  • la vita si è fermata e nulla è come prima

 

Avresti mai pensato di superare quel dolore? Eppure sei fatto così. Di anima e forza. E dopo aver pianto così tanto da affogare in te stesso, toccherai un punto, laggiù sul fondo, che è quello che ti spingerà a risalire. Con occhi chiusi, in intimità con te stesso, in una poltrona comoda e con tanti fazzoletti a tua disposizione. Una seduta di regressione che vale la pena di affrontare.

 Dr. Katerina Kratka   

 

 

IL TERREMOTO IN REGRESSIONE

IL TERREMOTO IN REGRESSIONE

terremoto

Recentemente un devastante terremoto ha colpito duramente tante persone nel centro Italia. Chi ha perso i propri cari, chi ha visto crollare la propria casa, chi è rimasto senza un posto di lavoro, chi è a piedi senza un mezzo di trasporto per non parlare della minaccia notturna o l’ansia di andare a dormire. Molti hanno avuto bisogno di aiuto specialistico a livello psicologico per affrontare il trauma. E la regressione è un valido e concreto mezzo per elaborare un tale trauma. Permette di sciogliere le emozioni, ritrovare l’armonia e poi in un secondo tempo ripristinare la forza di affrontare la realtà. Ho potuto essere di aiuto a diverse persone colpite direttamente.

Ma ora ti voglio informare di un’altra categoria delle persone. A questa categoria appartiene anche la persona di cui ti voglio parlare. Questa donna si trovava al momento del terremoto a circa 200 km dall’epicentro perciò le scosse avvertite quella notte erano molto deboli. Non c’è stato nessun danno né a persone né a cose. Nessuno dei suoi cari si trovava nella zona critica quindi non c’è stato nessun motivo di preoccupazione. Eppure la signora ha avuto una reazione molto forte. Il senso di angoscia, paura e di disperazione le ha pervaso cosi forte da cercare l’aiuto per dare una motivazione alla sua reazione inadeguata.

In uno stato di trance molto leggera ha rievocato l’evento recente. E poi alla domanda: “Esiste un evento simile precedente a questo?”  la signora ha iniziato ad evocare un evento accaduto circa 400 anni fa e che ora ti descrivo

  • UNA VITA DA PECORA

“Chi sulla terra non fa valere la sua parte Divina
non ha, neanche agli Inferi, riposo.”  

Holderlin, Invocazione alle Parche

Domanda:

Chi sei?

Risposta:

Sono un uomo vestito con un saio marrone, sono un frate francescano e con altri tre fratelli stiamo ricostruiendo un muro crollato, mentre si cercano persone sotto le macerie, altri sotterrano morti, c’è stato un terremoto.

Mi colpisce un piccolo cane che guaisce ansioso scavando frettoloso sotto le macerie, è evidente che lì sotto c’è qualcuno molto importante per lui e fa di tutto per attirare l’attenzione delle persone affinché qualcuno possa aiutarlo nella ricerca. Sono commosso nel vedere questo cane disperato e nello stesso tempo attivo verso la persona che ama. Finalmente tirano fuori un uomo, è davvero ancora vivo anche se respira a malapena, il cane lo accoglie scodinzolando felice, gli lecca tutta la faccia nel tentativo di aiutarlo a riprendere i sensi. Alcune donne si prendono cura di lui, e non solo di lui, ci chiedono le lenzuola pulite, le erbe, l’acqua. Andiamo avanti con la ricostruzione perché serve al più presto un riparo dove ricoverare i feriti e i malati, portiamo aiuto dove serve.

Domanda:

Che altro succede?

Risposta:

Siamo francescani e non siamo ben visti perché curiamo con le erbe, cerchiamo di salvare le vite e molti dicono che andiamo contro la volontà di Dio, che quello che è accaduto è la punizione di Dio perché siamo peccatori e quindi noi saremo puniti in modo più duro. Lo dice il prete di un’altra congrega e parla con parole minacciose. Semina paura. E’ tanta la gente che si unisce a lui e lo segue per paura che potrebbe succedere qualcos’altro. Il tipo sta incitando la folla alla violenza e la ferocia si sta accendendo come la cenere sotto la brace. Ho voglia di tirargli una sassata per farlo tacere. Mi fa sentire in colpa e impotente perché non trovo il modo per fermarlo. E’ ignorante e stupido e semina terrore, vorrei che un fulmine lo colpisse, che sprofondasse sotto terra. Ma noi continuiamo a costruire i ripari, ci sono altri che portano acqua, candele per fare la luce.

Dico a questa moltitudine di scegliere da che parte stare e se pensano che siamo noi il male allora devono seguire lui e chi non ha paura può rimanere. Parlo tra le righe. Non voglio tirarmi dietro il furore della folla, parlo la stessa lingua di quel cretino e lascio a loro la scelta. Dico loro che è vero che la catastrofe è avvenuta per opera di Dio, ma tutto ciò è accaduto perché ci ha voluto mettere alla prova per verificare la solidarietà che c’è tra gli esseri umani, cioè, quanto aiuto reciproco siamo disposti a darci. Mentre affermo tutto questo, sono in collera con me stesso perché non credo affatto a quanto asserisco.

La gente è aumenta. E’ tanta. Si crea una catena umana che separa “quelli da noi”. La ressa urla perché è superstiziosa e ha paura. Sono arrivati i soldati. Li ha mandati il sindaco della città. Devono chetare l’ostilità che sta diventando davvero pericolosa. Il prete è furibondo, incute panico. Tra i soldati c’è un ragazzo cresciuto nel convento tra noi e conosce le nostre intenzioni, ci difende insieme agli altri soldati. E’ rimasto comunque un nostro fratello anche se ha preso un’altra strada, perché voleva crearsi una famiglia, si era innamorato. I soldati riescono a sedare la faida, ma il prete minaccia che non finirà qui, che ci denuncerà alle autorità e ci manderà al rogo. E’ solo questione di tempo secondo lui.

Domanda:

Hai detto che sei in collera con te stesso perché non credi a quanto asserisci. Perché? A cosa credi?

Risposta:

Tutti temono questo Dio. Pensano a un Dio punitivo che ci manda carestie, calamità naturali e distrugge perché non siamo come Lui ci vorrebbe. E noi come schiavi ci sottomettiamo al Suo volere e temiamo le Sue vendette cercando di essere buoni. Ci fa vivere nella paura e nel giudizio. Ci autodenunciamo pensando di essere migliori degli altri.

L’umanità mi sembra un gregge di pecore belanti: “beee, beee, beee.” Belano tutti dalla paura e io stesso belo tra loro, pecora tra le pecore. Del resto non so come uscirne. Intorno a questo gregge si aggira un branco di lupi che si ciba delle nostre paure e ci assoggetta a esso riducendoci a vivere come schiavi. Mi sono chiesto chi sono questi lupi? Che vogliono da noi? Come usano il potere per annientare l’umanità e ridurla in schiavitù? Mi sono accorto che anche tra di loro ci sono i lupi e le pecore …. Che ne sarà di noi? Io non voglio essere né lupo né pecora, non voglio seguire la loro fame che non riempirà mai i nostri stomaci. La mia fede vacilla ma non ho altre fedi. Vorrei fuggire ma non so dove. Vorrei credere in me stesso ma mi sento così piccolo, insulso, mentre la rovina ci sotterra, la miseria ci divora, la paura ci annienta. Faccio quello che posso, a volte ubbidisco a volte no. La sera nelle preghiere faccio la somma della giornata, qualcuno è morto e io sempre vivo. Mi chiedo perché? Che vuole da me questo Dio? Vorrei che mi lasciasse in pace. Perché ci dà queste prove? E’ questo il Suo amore? Che vuole da noi?

Domanda:

Torna indietro nel tempo a quando avevi circa otto anni. Cosa ricordi?

Risposta:

Ho circa otto anni e vivo in convento. Confine italo-francese tra 1500 e 1600, dal convento si vedono le montagne, parlo il dialetto. Sono cresciuto in questo convento. Anche qui nel convento ci sono buoni e meno buoni. Il superiore è buono, è come un padre per me. Si chiama Vincenzo e sono felice in sua compagnia. Padre Vincenzo è un frate anziano che mi riempie d’amore, mi tratta con garbo e gentilezza; mi istruisce, mi insegna tante cose e io mi sento amato. Penso che sia lui Dio e nessun altro. E’ lui l’Amore. E’ lui la Saggezza. Io sono devoto a lui e a nessun altro. Mi ha insegnato tante cose. Un brutto giorno ho appreso la notizia che Padre Vincenzo è morto e io sono devastato dal dolore. Uno ha detto che era così buono che il Signore lo voleva accanto a sé. Ho odiato quella persona e anche quel Dio che vuole tutto per sé. E’ questo l’amore? Anch’io voglio morire, che senso ha ora la mia vita senza di lui? Lo odio, lo odio, lo odio.

Domanda:

Sei adulto ora, come consideri l’amore?

Risposta:

Secondo me l’amore è quello che ho conosciuto attraverso Padre Vincenzo e manifestato dal cagnolino che cerca tra le macerie il suo padrone. Per me sono loro i miei maestri.

Non posso dire a nessuno questi pensieri perché sanno di eresia, bisogna che stia molto attento. La cattiveria degli uomini è immensa, fatta di paura, prevaricazione e soprattutto di superstizione. E’ questo l’inferno! Non c’è altro inferno al di fuori di questo. La morte è la liberazione ed il paradiso non so se esiste. Vorrei togliermi questi abiti che mi pesano. Vorrei anch’io far parte dell’esercito come il ragazzo cresciuto fra noi, anziché stare qui a pregare un Dio che non condivido. Il ragazzo conosce il suo padrone e sa a chi obbedisce. Ma io a chi obbedisco? Mi sento annientato. Mi trascino dentro questo saio perché non so vivere in mezzo agli uomini. Conosco solo la vita di campo e di preghiere. Sono inaridito. Non ho fiducia nell’umanità. Ognuno pensa ai fatti propri. Anche io non ho il coraggio di fare quello che desidero e mi sottopongo a punizioni con lavori duri. Sono istruito ed educato ma dentro ho odio verso il Signore e devo contenere la rabbia in ogni momento. Mi strappo le vesti perché ODIO quel Dio. Eppure ce l’ho dentro quel Dio che si nutre come una bestia famelica della mia anima. Ho deciso di non nutrirlo più. Quel Dio assettato della mia rabbia deve morire di fame. Respiro l’aria pulita, passo ore nella solitudine e nella meditazione. Con queste pratiche lentamente il mio corpo si purifica e io non penso più a Lui, posso stare anche da solo e prego per conto mio. Tutto questo accade prima del terremoto. E poi arriva la catastrofe e io vedo tutta questa gente che pensa a loro Dio. Io ho perso la fede. Credo al corpo pulito. Ma penso: dove andrà la mia anima dopo la morte se non vorrà andare da quel Dio? Sarà dannata? Dove andrà?

Muoio all’età di 65 anni nel convento. Ho acquisito una sottile saggezza che mi permette di dire le cose senza espormi, non posso fare altro, non mi sento di fare altro. Muoio con una stretta al cuore mentre zappo la terra. Sono contento di lasciare questo mondo e di cadere su questa terra profumata. Mi sono preparato questo letto di terra che mi accoglie senza forze.

Posso finalmente gettare la maschera e non mi importa di sapere che ne sarà di me. Lascio il mio corpo e anche il mio saio che mi hanno protetto. In fondo sono stato tra i fortunati perché non ho conosciuto né la fame né la miseria ma ho conosciuto la miseria dell’anima.

– – –

Eccoci ad alcune considerazioni finali: questa regressione è stata trascritta fedelmente nel suo racconto e non nella sua elaborazione (quella è valida e utile solo per la signora stessa ma non per te che leggi, quindi non viene menzionato il benessere raggiunto alla fine della regressione). Per finire vorrei soltanto sottolineare alcuni aspetti: 1) il passato ci condiziona senza che ce ne rendiamo conto, 2) in uno stato di leggera alterazione di coscienza ci spogliamo dalle maschere e vediamo tutto molto chiaramente, non usiamo mezzi termini, smascheriamo le bugie, notiamo i propri limiti, non si può che essere veri, 3) la vita ci ripresenta la stessa situazione per darci la possibilità di trovare una migliore soluzione di sopravvivenza (in questo caso sciogliere il disagio del passato) 4) per evolvere un’intera società a livello etico e spirituale ci vuole molto molto molto tempo – vedi soltanto una sottilissima evoluzione in 400 anni – questo ci insegna di avere tantissima pazienza con se stessi, di procedere nella crescita personale con i guanti bianchi e di essere molto benevoli quando sbagliamo.

 

REGRESSIONE ABREACTIVA PROFONDA

REGRESSIONE ABREACTIVA PROFONDA

rap-immagine

E’ un tipo di regressione non ipnotica. Si svolge in un piacevole stato di leggera alterazione ovvero Alfa.

E’ un metodo molto attivo per il cliente, è lui a impegnarsi per affrontare i suoi disaggi e dolori sia fisici che psichici.

Permette di elaborare gli eventi traumatici consci ed inconsci senza alcun limite di tempo – Il cliente rievoca e non ricorda.

Il fine dell’elaborazione è l’abreazione – la totale scomparsa dei disaggi. Una seduta dura solitamente da 1 a 2 ore.

E’ sconsigliato l’uso di alcool e delle sostanze stupefacenti nelle 24 ore prima della seduta che alterano fortemente la capacità associativa di rievocazione e di elaborazione.

E’ un metodo elaborato dallo scienziato ceco Ing. Andrej Dragomirecky ed esportato a livello accademico nelle università russe ed americane. Pratico questo metodo da oltre 15 anni in Italia con notevoli risultati.

Il campo di maggiore interesse contiene il tabù umano, cioè la morte: quindi la perdita di una persona cara, l’abbandono, l’aborto ma anche la separazione o il divorzio.

Un altro campo dove la regressione abreactiva profonda è utilissima comprende gli incidenti e le catastrofi naturali come i terremoti, gli incendi e le alluvioni.

Vorrei sottolineare che non c’è bisogno di avere paura di rivivere un evento traumatico perché il disaggio rivissuto durante la regressione non è mai grande quanto lo era in realtà e con i vari ripassi diminuisce per scomparire del tutto … come già detto questo è il fine: il benessere, la serenità e soprattutto una consapevolezza dell’accaduto più ampia.

 

ALTRI MOTIVI PER FARE LA REGRESSIONE 2

ALTRI MOTIVI PER FARE LA REGRESSIONE 2

voti-immagine

Terapeuta:  Dal mazzetto delle carte alle vite passate prendine una e guardala attentamente.

Cliente:  Ho preso la carta con la dicitura “VOTI”. Hmmm!!!

Terapeuta:  Ora chiudi gli occhi, rilassati facendo alcuni respiri lunghi e profondi e va all’evento in cui i voti ti hanno procurato un disagio.

Cliente:  Vedo una torta nuziale, si sta celebrando un matrimonio. L’attenzione ora non è più sulla torta nuziale ma si focalizza nella cerimonia matrimoniale in chiesa. La “guida” che mi assiste in questa regressione, mi spiega che le parole del rito sono così incisive da essere considerate veri e propri “voti”. “Di assistervi nella buona e nella cattiva sorte… Finché morte non vi separi… Ecc. ecc.

Terapeuta:   Bene! Ora chiudi l’evento e lascialo andare. Fai alcuni respiri lunghi e profondi e torna a un evento precedente a questo in cui i voti ti hanno dato disagio.

Cliente:         sono in terza elementare. La mia famiglia ha traslocato, mi trovo in una nuova classe e non vado bene. I miei voti sono bassi e io mi sento malissimo… Il giudizio che la maestra ha nei miei confronti è piuttosto scarso e anche quello dei compagni della mia classe si conforma a quello della maestra. I miei genitori mi lanciano degli sguardi torvi perché ho deluso le loro aspettative e io desidero morire.

Terapeuta: Bene! Chiudi completamente l’evento e lascialo andare. Respira profondamente e torna all’evento precedente a quando i voti ti hanno provocato disagio!

Cliente:  Percepisco una luce intensa accanto a me, come una presenza che mi parla. Il messaggio si riferisce alla questione dei voti e mi dice quanto sia deleterio giudicare un bambino attraverso i voti. Come può misurarsi un’anima in crescita con un punteggio da 0 a 10? E come può, un bambino, migliorarsi quando la sua autostima è ridotta in cenere? Che uomo sarà? Avrà amore per se stesso?

E’ amore tutto questo?

Qualsiasi voto è contro l’Amore.

LE VOSTRE DOMANDE SULLA REGRESSIONE

LE VOSTRE DOMANDE SULLA REGRESSIONE

domanda

Ecco alcune delle vostre numerose domande che mi ponete ogni giorno:

D: Quanto dura una seduta individuale di regressione?

R: Da 1 a 2 ore, varia in base all’individuo, ognuno di noi un tempo diverso di evocare gli eventi.

D: Cosa posso affrontare in regressione?

R: Nella regressione ipnotica non è la tua parte razionale a scegliere cosa affrontare ma è la tua più profonda a farlo.

D: Vale a dire?

R: Nella tua regressione emergerà quello che è davvero meglio per te  in questo preciso momento del tuo cammino.

D: Posso provare dolore che non sarò in grado di sopportare?

R: No, il dolore restimolato non è mai cosi intenso come lo hai percepito nella realtà.

D: Può capitare di evocare qualcosa che mi farà sentire male?

R: Tutto quello che verrà evocato sarai in grado di integrarlo nella tua realtà presente arricchendola di nuovi aspetti di te, delle nuove capacità che scoprirai di avere, delle informazioni preziose che solo tu saprai interpretare; prenditi tutto il tempo però e sii aperto!

D: Posso rimanere nel passato?

R: Anche questo non è possibile. I nostri ricordi vengono registrati sulla linea cronologica. Quando, poi, rievochi un ricordo (di questa o altre vite) sai datare l’evento anche con una precisione sorprendente!!!!!!!!! E quindi alla fine della seduta non solo ti ricordi tutto ma anche quando è accaduto.

D: Ho capito bene? Mi ricorderò tutto alla fine della seduta?

R: Si, esatto! La trance che verrà indotta per la tua regressione, ovvero lo stato ipnotico in cui sarai, è uno stato alterato di coscienza caratterizzato da un rilassamento profondo e molto piacevole. E’ uno stato di elevato benessere che permette di accedere alle più remote memorie, che permette un rilascio emotivo e di ricordarsi completamente tutto.

D: Tutti entrano in questo stato ipnotico alla prima seduta?

R: No, lo stato ipnotico è uno stato evoluto, vale a dire che si impara. Qualcuno per la propria disposizione positiva verso se stesso è ben disposto a incontrare il proprio io; qualcuno ha bisogno di essere incoraggiato e guidato per alcune sedute prima di trovarsi del tutto a proprio agio. Anche la persona che non è riuscita ad entrare in trance subito, alla prima seduta, beneficia del rilassamento che è in questo caso propedeutico per le sedute successive che saranno di maggior profondità.

D: Quante sedute bisogna fare?

R: Ne puoi fare una per avere un’ idea di cosa si tratti, ne puoi fare una al mese per incontrarti con te stesso e incamminarti con maggiore consapevolezza; sentiti libero di fare una regressione ogni qual volta lo desideri, ma devo dire anche che per ottenere dei risultati concreti e significativi ci vuole un cammino regolare.

D: Potrò accedere alla mia super-coscienza e a che cosa serve realmente?

R: Si! E’ lo stato di massima apertura e profondità in cui la tua coscienza si apre verso delle valutazioni dell’accaduto in modo incredibilmente saggio e benefico per la tua crescita. Sono momenti toccanti e spesso carichi di emozione!